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rides
Mountain bike trails around Felino offer diverse terrain, from gravel paths to more technical singletrack, catering to various skill levels. The region features significant elevation changes, with routes traversing hilly landscapes and passing by natural features like lakes. Felino's mountain biking opportunities are enhanced by its varied landscapes, which include both open areas and forested sections. The area provides a network of routes suitable for different preferences, from shorter rides to longer, more demanding excursions.
Last updated: August 25, 2026
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27.5km
02:21
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Suitable for all skill levels.
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Advanced riding skills necessary.

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4.3
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Suitable for all skill levels.
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48.9km
04:26
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Hard mountain bike ride. Very good fitness required. Advanced riding skills necessary.
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56.2km
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470m
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Suitable for all skill levels.
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..... follows...... In the 18th century, the church was modified with the reconstruction of the apse and the decoration of the interior; the rectory was also built on the left of the temple. In the second half of the 19th century, between 1854 and 1867, the place of worship underwent restoration work, which concerned the vaults, the roof and the floors. In 1916 the facade was rebuilt. In 1960 new restoration work was carried out, which concerned the exteriors. Around 1978 the rectory was ruined by a fire and was subsequently renovated. On 9 November 1983 an earthquake damaged the church, which was structurally consolidated in the foundations in 1985. On 23 December 2008 a new earthquake damaged the building, which was closed to worship; in 2013 restoration and seismic improvement works were started, which were completed five years later, with the reopening of the church. SOURCE: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santo_Stefano_(Langhirano,_Tordenaso)
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The Church of Santo Stefano is a Catholic place of worship with Baroque forms located on Strada Tordenaso in Tordenaso, a fraction of Langhirano, in the province and diocese of Parma; it is the seat of a parish included in the pastoral area of the Pedemontana. HISTORY: The original place of worship was built in medieval times; the oldest evidence of its existence dates back to 1230, when the Capelle de Tordenasio was mentioned in the Capitulum seu Rotulus Decimarum of the diocese of Parma among the dependencies of the parish of Castrignano. In 1394 in the diocesan Estimo, the building, dedicated to Santo Stefano, was united to the chapel of San Bartolomeo di Vetrola, also subjected at least from 1230 to the parish of Castrignano. In the early years of the 16th century, the church of Tordenaso fell into disrepair and the chapel of Vetrola took its title, which was dedicated to Saints Bartolomeo and Stefano. In 1520 the building of Tordenaso was renovated and reopened for worship, to become a parish seat in 1564.
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Very characteristic and surrounded by greenery.
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Beautiful panoramic point, worth a stop.
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Typical and characteristic village of these areas
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Beautiful view of Torrechira
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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There are over 30 mountain bike trails around Felino, offering a variety of experiences. This includes 6 easy routes, 15 moderate routes, and 9 difficult routes, catering to different skill levels.
Yes, Felino offers 6 easy mountain bike routes perfect for beginners or those looking for a relaxed ride. These trails typically feature less elevation gain and smoother terrain, allowing for an enjoyable introduction to mountain biking in the region.
Felino's mountain bike trails feature diverse terrain, ranging from gravel paths to more technical singletrack. You'll encounter hilly landscapes, open areas, and forested sections, with significant elevation changes on some routes. The region also includes scenic sections around lakes and historical sites.
Yes, the region features scenic routes that include water bodies. For example, the Navetta Lake – Casino dei Boschi di Carrega loop from Felino offers beautiful sections around Navetta Lake, providing a picturesque backdrop for your ride.
While specific 'family-friendly' designations aren't always explicit, the 6 easy routes available in Felino are generally suitable for families with some biking experience. These trails offer a gentler introduction to the region's landscapes without overly demanding technical sections or significant elevation.
Felino's trails often pass by historical and natural points of interest. You can explore highlights such as Corte di Giarola, Torrechiara Castle, and Rocca Sanvitale di Sala Baganza. The region's combination of varied trails and historical sites adds a cultural dimension to your rides.
Yes, Felino offers 9 difficult mountain bike routes designed for experienced riders. These trails feature significant elevation gains and more technical sections. An example is the Belvedere Marcello – View from Riano loop from Felino, which includes over 1290 meters of elevation gain.
Many of the mountain bike routes in Felino are designed as loops, allowing you to start and finish in the same location. Examples include the Baganzola Cycle Path – Strada Farnese Gravel Path loop from Felino and the Ponte di Marzolara – Baganza Cycle Path loop from Felino.
The mountain bike trails around Felino are highly rated by the komoot community, with an average score of 4.5 stars from nearly 200 reviews. Over 1000 mountain bikers have used komoot to explore the varied terrain, often praising the diverse landscapes and well-maintained paths.
Given the hilly and mountainous terrain, many trails in Felino offer scenic viewpoints. The Belvedere Marcello – View from Riano loop from Felino, for instance, is specifically named for its views, suggesting excellent panoramic opportunities along the route.
One of the longer mountain bike trails in the area is the Corte di Giarola – Baganza Cycle Path loop from Felino, which spans approximately 55.8 kilometers. This moderate route offers a substantial ride through the region's diverse landscapes.


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