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Gravel biking around Solignano offers diverse landscapes within the Parma Apennines, overlooking the Taro River valley. The region features a mix of paved and unpaved roads, natural paths, and varying elevations, making it suitable for no traffic gravel bike trails. River valleys, including the Taro, Ceno, and Pessola, provide varied terrain, while historical sites like castles and ancient routes add cultural interest to rides. The area's topography includes both gentle slopes and more challenging ascents, catering to different skill levels.
…Last updated: June 30, 2026
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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Moderate gravel ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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Moderate gravel ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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The Boschi di Carrega Regional Nature Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and elegant landscapes.
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The Boschi di Carrega Regional Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and its elegant landscapes.
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The Castle of Bardi (also known as Fortezza dei Landi) is one of the most impressive and spectacular military fortresses in Europe, perched for over a thousand years on a red jasper spur in the Parma Apennines. It dominates the confluence of the Ceno and Noveglia streams about 60 km from Parma, offering an extraordinarily well-preserved example of medieval defensive architecture.
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Roccalanzona Castle - view of Mount Cusna and Mount Prinzera
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)
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It's impossible to reach, but it's always a pleasure to admire. It's clearly visible from various points in our Apennines.
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A pleasant spot to visit and with great views. There are some exposed sections at the top, so be very careful, especially if you're traveling with children.
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There are 9 dedicated no-traffic gravel bike trails around Solignano, offering a range of experiences from moderate to difficult. These routes are designed to keep you away from vehicular traffic, allowing for a more peaceful ride through the Parma Apennines.
The terrain around Solignano is diverse, featuring a mix of paved and unpaved roads, natural paths, and varying elevations. You'll encounter picturesque riverine landscapes along the Taro and Ceno River valleys, as well as more challenging sections in the Apennine mountains. Routes like the Roccalanzona Castle – Pietra Corva loop from Castello di Roccalanzona offer significant elevation changes and panoramic views.
While many routes in the Solignano area tend towards moderate to difficult, the region's varied landscape means there are options for different fitness levels. For a less strenuous experience, consider routes that stick to the river valleys, which often have gentler gradients. Always check the route details for distance and elevation to ensure it suits your family's capabilities.
Many natural paths and unpaved roads in the Solignano area are suitable for cycling with dogs, provided they are well-behaved and kept on a leash where necessary. It's always best to check local regulations for specific trails or protected areas. Ensure your dog is accustomed to longer rides and that you carry enough water for both of you.
Several routes pass by significant historical sites. For instance, the Footbridge over the Naviglio Taro – Corte di Giarola loop from Fornovo takes you near Corte di Giarola, a historical site where you can explore food museums. Other routes might lead you past medieval fortresses like the Pallavicino Castle of Varano de' Melegari or the remains of Roccalanzona Castle, adding a cultural dimension to your ride.
Yes, many of the no-traffic gravel bike trails around Solignano are designed as circular loops, allowing you to start and end at the same point. Examples include the Villa Casino dei Boschi – Road in the Boschi di Carrega loop from Felegara and the Bardi Castle – Bardi Fortress loop from Castello di Golaso, which offer varied distances and challenges.
The Parma Apennines region generally offers pleasant conditions for gravel biking during spring, early summer, and autumn. These seasons provide milder temperatures and vibrant natural scenery. Summer can be warm, especially in the valleys, while winter might bring colder temperatures and potential snow at higher elevations, making some trails less accessible.
Parking availability varies by trailhead. For routes starting in or near towns like Fornovo or Felegara, you can often find public parking. For more remote trailheads, look for designated parking areas or consult local maps. It's advisable to check the starting point of your chosen route for specific parking information.
While many of the no-traffic routes venture into natural, less populated areas, some trails pass near villages or points of interest where you might find amenities. Corte di Giarola, for example, is a great stop for a break where you can eat. It's always a good idea to carry sufficient water and snacks, especially on longer or more remote rides.
The no-traffic gravel trails in Solignano are highly rated by the komoot community, with an average score of 3.75 stars. Reviewers often praise the peacefulness of the routes, the stunning panoramic views from locations like Pietra Corva, and the opportunity to explore the diverse landscapes of the Parma Apennines away from busy roads. The integration of historical sites also adds a unique appeal.
Absolutely. The region is known for its breathtaking vistas. Pietra Corva is a beautiful spot renowned for panoramic photos and is part of an ancient ridge itinerary. Additionally, locations like the Giant Bench #BB364 in Masereto offer splendid panoramic views of the Valtaro, making for rewarding destinations on your ride.


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