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Gravel biking around Collecchio offers diverse natural landscapes, situated between hills and plains in the Parma province. The region features a mix of terrains, including riverbanks, wooded areas, and historical pathways, suitable for gravel cycling. Key natural features include the Taro River Regional Park and the Carrega Woods Regional Park, which provide varied surfaces and scenic backdrops. Routes often combine paved and unpaved segments, catering to different cycling preferences.
Last updated: August 18, 2026
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67.9km
04:54
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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43.3km
02:41
510m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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riders
54.3km
03:47
920m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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34.1km
02:18
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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43.9km
02:43
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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The Boschi di Carrega Regional Nature Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and elegant landscapes.
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The Boschi di Carrega Regional Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and its elegant landscapes.
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avoid after rain, clay ground
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Wonderful place that oozes history.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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Walk in the open air
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Collecchio offers a good selection of gravel bike trails, with over 20 routes available. These range from moderate to difficult, ensuring options for various skill levels.
Yes, there are several moderate gravel bike routes around Collecchio that are suitable for less experienced riders or families. These routes often feature gentler gradients and pass through scenic areas like the Taro River Regional Park or the Carrega Woods, providing a pleasant experience. For example, the Pieve di Talignano – Baganza Cycle Path loop from Collecchio is a moderate option.
The gravel bike trails in Collecchio offer a diverse mix of terrain, situated between the hills and plains of the Parma province. You'll encounter riverbanks, wooded areas, and historical pathways. Routes often combine paved and unpaved segments, including gravel roads, forest paths, and some rolling hills, particularly as you venture towards the Preappennino parmense (Parma Apennine foothills).
For experienced gravel bikers seeking a challenge, Collecchio offers several difficult routes with significant elevation gain. These trails traverse varied landscapes, including river valleys and wooded areas. One such route is the Val Baganza Bridge – Villa Casino dei Boschi loop from Collecchio, which covers over 54 km with substantial climbing.
Yes, many of the gravel bike routes around Collecchio are designed as loops, allowing you to start and end in the same location. This includes popular options like the Villa Casino dei Boschi – Corte di Giarola loop from Collecchio, which is a great way to explore the wooded parks and river plains.
Collecchio is home to two significant regional parks ideal for gravel biking. The Taro River Regional Park offers routes along ancient river landscapes with diverse flora and fauna. The Carrega Woods Regional Park features a cool, humid microclimate with oaks, conifers, and chestnut trees, along with streams and ponds, providing a beautiful backdrop for your ride.
Several gravel bike routes in the Collecchio area pass by interesting historical sites. You might encounter places like Corte di Giarola, a historical site, or even ride near the impressive Torrechiara Castle, offering a blend of natural beauty and cultural heritage.
The diverse landscapes of Collecchio make it suitable for gravel biking across multiple seasons. Spring and autumn generally offer the most pleasant temperatures and vibrant scenery. While specific winter conditions can vary, some trails may be accessible, but it's always advisable to check local conditions before heading out.
While Collecchio is primarily known for its river valleys and wooded parks, some routes venture into the rolling hills, offering elevated perspectives. You might find scenic spots within the Carrega Woods or along the higher sections of trails that provide views of the surrounding plains and distant Apennine foothills. For specific viewpoints, look for routes that climb towards areas like Pietra Corva.
The gravel biking experience in Collecchio is highly rated by the komoot community, with an average score of 4.35 stars from over 40 reviews. Riders often praise the region's diverse terrain, which combines river valleys, wooded parks, and rolling hills, offering a varied and engaging ride for different ability levels.
Yes, Collecchio is generally well-equipped with parking options, especially near popular starting points for outdoor activities. Many routes begin from or pass through areas where public parking is available, particularly around the town center or near the entrances to the regional parks. It's recommended to check specific route details for the most convenient parking locations.
Collecchio is connected by local public transport, which can facilitate access to some trailheads. While direct access to every single trail might vary, the town itself serves as a good hub. For specific routes, it's advisable to research local bus schedules and their proximity to your chosen starting point.


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